Cei è luogo di villeggiatura estiva soprattutto per i roveretani; nel lago si specchia la catena del Monte Bondone. Il lago di Cei è alimentato a nord da una minuscola sorgente sotterranea e per questo il ricambio di acqua è minimo; le acque del lago più grande scorrono nel lago minore, chiamato Lagabis, cioè “lago abisso”, che è di forma semicircolare; è meno profondo del lago grande, poiché raggiunge solo i 6 m di profondità, sfatando così una leggenda che lo riteneva molto profondo. Dal lago piccolo esce come emissario il Rio Arione (detto anche Rio Mariano) che scorre verso nord, per poi congiungersi con il Rio di Cimone che ad Aldeno sbocca nella Valle Lagarina. Nella parte sud-est del lago v’è un’isoletta con boschi di larici, betulle e abeti, mentre sulle rive abbondano i salici, i canneti e i giunchi; dove l’acqua è più bassa vegetano rigogliose le ninfee e i nannufari che danno al lago un aspetto quasi da stagno. Negli ultimi anni sono proliferate pure una grande quantità di alghe che contribuiscono a rendere il fondale del lago paludoso e le sue acque in parte torbide. Il lago di Cei deve la sua origine ad una frana di grandi dimensioni che chiuse la piccola valle, ostruì il deflusso dell’acqua e così nacque il lago.
«Sognante specchio d’acqua contornato da fitte famiglie di giunchi. Grandi distese di ninfee e lunghi silenzi: in mezzo…un’isoletta selvosa coperta d’abeti e di bianche betulle. Sulle tue rive m’indugio a sognar: struggenti ricordi del passato s’intreccian ad immagini ed emozioni recenti… Qui tutto m’è dolce anche le cose più tristi.» (Ennio Petrolli, “Sentiero di montagna”)
Comuni:

Villa Lagarina (TN), [Comune di 3.836 ab – 180 mt s.l.m. – Sindaco: Romina Baroni]